Economia

Agli inizi del XX secolo l’economia di Porto Rico si basava essenzialmente sull’agricoltura, e in particolar modo era incentrata sulla canna da zucchero, che ne costituiva il raccolto principale. Verso la fine degli anni quaranta una serie di progetti favorirono la nascita di numerose fabbriche, permettendo all’industria manifatturiera di prevalere sull’agricoltura. Dopo la grande depressione del 1929 l’economia di Porto Rico migliorò nettamente, grazie agli investimenti stranieri nell’industria petrolchimica, farmaceutica e nella ricerca tecnologica. Tali industrie erano avvantaggiate dal fatto che beneficiavano di bassa tassazione da parte degli Stati Uniti e per di più si trovavano una bassa concorrenza da parte degli altri paesi arretrati del Sud America che non prevedevano la tassazione sui salari.

Attualmente Porto Rico è soggetto a tutte le leggi e restrizioni commerciali degli Stati Uniti. Nel 2004 il prodotto interno lordo pro-capite dei portoricani è stato di 17.700 dollari, cifra molto più alta rispetto a quella di due anni prima. Il tasso di povertà si aggirava intorno al 48,2%.